Dentro di me c'è e c'è sempre stata, una sensazione su cosa mi aspettassi da un adulto: doveva essere una persona in grado di proteggermi, che sapeva in linea di massima cosa poteva succedere, che conosceva la giustizia interna e sapeva rispettarla, che aveva la pazienza di lasciarmi sbagliare, e che sapesse accogliere anche nel silenzio i miei errori, che me li facesse capire senza farmi sentire in colpa.....perchè io ero in grado di riconoscerli se mi si aiutava a notarli.
Ma pensandoci bene...io che adulto sono?
Riesco ad essere l'adulto che desideravo da piccola?
sabato 8 maggio 2010
lunedì 3 maggio 2010
Omaggio a Alice Miller da Olivier Maurel
Ho trovato in questo testo una sintesi molto azzeccata sugli scritti della Miller,
tradotto da Chiara che ringrazio , l'ho preso dal Forum nontogliermiilsorriso e lo volevo proporre qui , perchè mi sembra molto significativo.
Alice Miller è deceduta il 14 aprile 2010, all’età di 87 anni.
Il contributo della sua opera ai lettori, così come alla causa dei bambini e dell’umanità, è incommensurabile.
Chi ha letto i suoi libri, a partire da Il dramma del bambino dotato, fino a Riprendersi la vita, ha visto la propria vita profondamente trasformata. Leggere Alice Miller vuol dire ricentrarsi su sé stessi, sul bambino che siamo stati. Significa, per quante cose degradanti e mutilanti si possano aver subito, riprendere contatto con l’innocenza di quel bambino. Significa, spazzando via i giudizi che si siano potuti sostenere sui bambini, sulla loro “follia”, il loro “peccato originale”, la loro “innata bestialità”, le “pulsioni” con cui la cultura del disprezzo del bambino li ha etichettati, osare dichiarare del tutto innocente il bambino che siamo stati. Nessuno prima di Alice Miller era stato altrettanto radicale. A partire da questa certezza che i suoi libri sanno comunicare ai lettori, diventa possibile per ognuno una vera resurrezione, semplicemente perché ciascuno può riconnettersi con il bambino che è stato, la sorgente della vita dentro di lui.
In questo modo Alice Miller ha dato un apporto fondamentale alla causa dell’infanzia. Ci ha mostrato, senza mai minimizzarli, contrariamente a quanto si tende a fare, tutte le violenze alle quali i bambini sono sottoposti: mancanza di tenerezza, negligenze, assenza di cure, abuso sessuale, e soprattutto quella più universale, ovunque considerata come normale e pedagogica: la violenza educativa ordinaria. L’azione più profonda della sua opera consiste di certo per molti nell’adozione, da parte di 25 paesi al mondo, di una legislazione che vieta qualsiasi forma di punizione corporale e di umiliazione. Grazie a lei e ai suoi studi sull’infanzia dei principali criminali di massa del XXmo secolo, abbiamo potuto capire come ciò che succedeva nell’intimità del microcosmo famigliare potesse avere gravissime conseguenze nel macrocosmo della vita sociale e politica degli adolescenti e degli adulti.
Dobbiamo sperare che in seguito si capirà tutto ciò che l’opera di Alice Miller ha apportato alla causa dell’umanità. Mostrando che la vita degli adulti, la loro vita famigliare, sociale, politica, tutta la loro storia, gira attorno all’infanzia e ai bambini, Alice Miller, come il suo compatriota Copernico quattro secoli prima, ha rimesso il mondo al suo posto. Freud aveva fallito nel farlo, ma inventando la teoria delle pulsioni, dopo la morte di suo padre e per non doverlo accusare, era tornato alla vecchia accusa contro i bambini, depositari, secondo lui, delle peggiori pulsioni. Alice Miller, attraverso l’ascolto empatico dei suoi pazienti, ha capito che questa teoria era falsa, ed ha avuto il coraggio di denunciarla. E gliene serviva di coraggio, visto che si è trovata immediatamente ripudiata da molti dei suoi vecchi colleghi. Ma facendo luce sulla principale origine della violenza umana, l’opera di Alice Miller ci dà la speranza di ridurre questa violenza multiforme derivante da infanzie devastanti.
Alice Miller non è più tra noi, ma ci restano i suoi libri, ci resta il suo sito, di cui spero Brigitte Oriol continuerà ad occuparsi. Forse sarebbe possibile che i lettori e le lettrici di Alice Miller comincino, con il permesso di Brigitte Oriol, a tradurre gli articoli del sito nel maggior numero possibile di lingue, perché il pensiero di Alice Miller divenga accessibile a tutti, e si diffonda ancora più ampiamente come se lei ci fosse ancora.
Olivier Maurel
link al testo originale: http://www.oveo.org/
(Traduzione di Chiara Pagliarini)
tradotto da Chiara che ringrazio , l'ho preso dal Forum nontogliermiilsorriso e lo volevo proporre qui , perchè mi sembra molto significativo.
Alice Miller è deceduta il 14 aprile 2010, all’età di 87 anni.
Il contributo della sua opera ai lettori, così come alla causa dei bambini e dell’umanità, è incommensurabile.
Chi ha letto i suoi libri, a partire da Il dramma del bambino dotato, fino a Riprendersi la vita, ha visto la propria vita profondamente trasformata. Leggere Alice Miller vuol dire ricentrarsi su sé stessi, sul bambino che siamo stati. Significa, per quante cose degradanti e mutilanti si possano aver subito, riprendere contatto con l’innocenza di quel bambino. Significa, spazzando via i giudizi che si siano potuti sostenere sui bambini, sulla loro “follia”, il loro “peccato originale”, la loro “innata bestialità”, le “pulsioni” con cui la cultura del disprezzo del bambino li ha etichettati, osare dichiarare del tutto innocente il bambino che siamo stati. Nessuno prima di Alice Miller era stato altrettanto radicale. A partire da questa certezza che i suoi libri sanno comunicare ai lettori, diventa possibile per ognuno una vera resurrezione, semplicemente perché ciascuno può riconnettersi con il bambino che è stato, la sorgente della vita dentro di lui.
In questo modo Alice Miller ha dato un apporto fondamentale alla causa dell’infanzia. Ci ha mostrato, senza mai minimizzarli, contrariamente a quanto si tende a fare, tutte le violenze alle quali i bambini sono sottoposti: mancanza di tenerezza, negligenze, assenza di cure, abuso sessuale, e soprattutto quella più universale, ovunque considerata come normale e pedagogica: la violenza educativa ordinaria. L’azione più profonda della sua opera consiste di certo per molti nell’adozione, da parte di 25 paesi al mondo, di una legislazione che vieta qualsiasi forma di punizione corporale e di umiliazione. Grazie a lei e ai suoi studi sull’infanzia dei principali criminali di massa del XXmo secolo, abbiamo potuto capire come ciò che succedeva nell’intimità del microcosmo famigliare potesse avere gravissime conseguenze nel macrocosmo della vita sociale e politica degli adolescenti e degli adulti.
Dobbiamo sperare che in seguito si capirà tutto ciò che l’opera di Alice Miller ha apportato alla causa dell’umanità. Mostrando che la vita degli adulti, la loro vita famigliare, sociale, politica, tutta la loro storia, gira attorno all’infanzia e ai bambini, Alice Miller, come il suo compatriota Copernico quattro secoli prima, ha rimesso il mondo al suo posto. Freud aveva fallito nel farlo, ma inventando la teoria delle pulsioni, dopo la morte di suo padre e per non doverlo accusare, era tornato alla vecchia accusa contro i bambini, depositari, secondo lui, delle peggiori pulsioni. Alice Miller, attraverso l’ascolto empatico dei suoi pazienti, ha capito che questa teoria era falsa, ed ha avuto il coraggio di denunciarla. E gliene serviva di coraggio, visto che si è trovata immediatamente ripudiata da molti dei suoi vecchi colleghi. Ma facendo luce sulla principale origine della violenza umana, l’opera di Alice Miller ci dà la speranza di ridurre questa violenza multiforme derivante da infanzie devastanti.
Alice Miller non è più tra noi, ma ci restano i suoi libri, ci resta il suo sito, di cui spero Brigitte Oriol continuerà ad occuparsi. Forse sarebbe possibile che i lettori e le lettrici di Alice Miller comincino, con il permesso di Brigitte Oriol, a tradurre gli articoli del sito nel maggior numero possibile di lingue, perché il pensiero di Alice Miller divenga accessibile a tutti, e si diffonda ancora più ampiamente come se lei ci fosse ancora.
Olivier Maurel
link al testo originale: http://www.oveo.org/
(Traduzione di Chiara Pagliarini)
domenica 2 maggio 2010
Orto
Nell'orto ora ci sono piante di:
Tegoline
fagioli
piselli
cetrioli
zuche
pomodori
zucchine
cappucci
peperoni
melanzane
peperonicini
insalata
basilico
bruscandoli(luppolo)
salvia rosmarino
finocchio selvatico
origano
erba cipollina
(speriamo che regga perchè è ancora in vaso)
Sono stati seminate le coste e cipolline
Cosa manca?...
cime di rapa
e poi?
ah patate..uffa!
e pi molte altre insalate
ah ho seminato anche i ravanelli
In macchina tornando figliodimezzo propon il gioco "vedo vedo una cosa che comincia con la lettera...."
Figliopiccolo ogni tanto cerca di indovinare, ma spesso spara parole a caso, che non iniziano nemmeno con quella lettera.
Vinco io e allora passo il turno a lui , nella titubanza generale lui spara un vedovedo che inizia con la lettera T....nessuno riesce ad indovinare , così si fa strada il dubbio che la parola non inizi con quella lettera....allora più o meno ci arrendiamo non senza aver prima chiesto a lui se lo diceva nell'orecchio a qualcuno di noi.
Lui non cede ma poi dice ad alta voce che la parola era "Titooooo" (un parente ndr)....io rimango sorpresa, e gli faccio i complimenti perche la parola inizia veramente con la T, ma non riuscivamo ad indovinarlo perchè doveva essere una cosa che lui vedeva.
Lui intasca e il gioco prosegue, gli capita altre volte di proporre un vedovedo, dove intiva la lettera e probabilmente è anche una cosa che ha visto.
Poi nel finale ripropone una parola con la lettera T dicendo che è una cosa che continua a vedere e la vede sempre...dopo esserci scervellati cede e dice che la parola era Tito....
"Ma come! ma dove è?..l'hai visto?"
"Si certo! è qui nella mia mente....lo vedo sempre!!"
.....
Per lo meno non ci si annoia....
Tegoline
fagioli
piselli
cetrioli
zuche
pomodori
zucchine
cappucci
peperoni
melanzane
peperonicini
insalata
basilico
bruscandoli(luppolo)
salvia rosmarino
finocchio selvatico
origano
erba cipollina
(speriamo che regga perchè è ancora in vaso)
Sono stati seminate le coste e cipolline
Cosa manca?...
cime di rapa
e poi?
ah patate..uffa!
e pi molte altre insalate
ah ho seminato anche i ravanelli
In macchina tornando figliodimezzo propon il gioco "vedo vedo una cosa che comincia con la lettera...."
Figliopiccolo ogni tanto cerca di indovinare, ma spesso spara parole a caso, che non iniziano nemmeno con quella lettera.
Vinco io e allora passo il turno a lui , nella titubanza generale lui spara un vedovedo che inizia con la lettera T....nessuno riesce ad indovinare , così si fa strada il dubbio che la parola non inizi con quella lettera....allora più o meno ci arrendiamo non senza aver prima chiesto a lui se lo diceva nell'orecchio a qualcuno di noi.
Lui non cede ma poi dice ad alta voce che la parola era "Titooooo" (un parente ndr)....io rimango sorpresa, e gli faccio i complimenti perche la parola inizia veramente con la T, ma non riuscivamo ad indovinarlo perchè doveva essere una cosa che lui vedeva.
Lui intasca e il gioco prosegue, gli capita altre volte di proporre un vedovedo, dove intiva la lettera e probabilmente è anche una cosa che ha visto.
Poi nel finale ripropone una parola con la lettera T dicendo che è una cosa che continua a vedere e la vede sempre...dopo esserci scervellati cede e dice che la parola era Tito....
"Ma come! ma dove è?..l'hai visto?"
"Si certo! è qui nella mia mente....lo vedo sempre!!"
.....
Per lo meno non ci si annoia....
domenica 25 aprile 2010
Da tanto tempo me lo chiedeva, a mia figlia piacciono gli elefanti, sono i suoi animali preferiti....in onore della sua comunione un piccolo elefantino è arrivato :-)
Invece questa è la collana che mi sono fatta per la cerimonia
mercoledì 21 aprile 2010
Pasta Madre e WWOOF
Cercando suggerimenti per la mia nuov amica...la fatina bianca e cicciosa , il mio blob bianco che abita spesso in frigo...ossia la Pasta Madre., che mi è stata regalata dalla cognata, mi sono imbattuta in questo sito di Francesca, e oltre a vari consigli sulla salute di questo essere utilissimo e trasformista, che vi consiglio anche a voi di adottare, se non per il pane almeno per la pizza, ho trovato anche questo post su questa organizzazione : WWOOF che (da wikypedia) è un'organizzazione che mette in contatto le fattorie biologiche con chi voglia, viaggiando, offrire il proprio aiuto in cambio di vitto e alloggio. Questo permette a persone che vivono realtà urbane o hanno vissuto in campagna nel proprio paese di toccare con mano l’esperienze di vita e la scelta dell’agricoltura biologica nel proprio paese o all’estero.World-Wide Opportunities on Organic Farms (WWOOF Opportunità globali nelle fattorie biologiche)....non ho potuto vedere un elenco delle fattorie, bisogna associarsi, ma mi sembra una cosa molto interessante, e da approfondire...non so coi bambini se sia facilmente attuabile, ma di certo è una grande esperienza, è quello che avrei sempre voluto fare.
venerdì 9 aprile 2010
Collana doppio uso
Ci sono dei materiali che mi girano tra le mani, e penso e ripenso a come li potrei utilizzare....
Ecco in questa double-collana ci sono le graffettine che si trovano nelle confezioni di camicie.indovinate dove.
Ecco in questa double-collana ci sono le graffettine che si trovano nelle confezioni di camicie.indovinate dove.
Il senso di giustizia
Una delle cose che spesso mi rispondono a proposito dei libri di Alice Miller, è sulla questione del perdono, è un argomento un po' difficile da approciare, c'è chi non vuole rinunciare all'idea del perdono, c'è chi crede di dover alllora necessariamente tenere il muso visto che la Miller sostiene che non si deve perdonare.Credo che il perdono non abbia necessariamente bisogno di essere espresso, o comunicato a chi ci ha fatto del male, perciò non c’è bisogno che questi si dimostri pentito.Non è necessario perdonare, e non è nemmeno necessario che l'altro si senta perdonato...il problema è che in una realazione del perdono, ancora una volta si forma un maggiore e un minore, uno che ha ragione e uno che ha torto, invece l'ideale è che entrambi si capisca e ci si aiuti a capire, si stabilisca una connessione, senza le barriere dei rapporti sbilanciati.
Se comunque nessuno ha interesse a ristabilire la connessione allora è meglio tagliare del tutto il ponte.
Una persona che sbaglia ha sbagliato e basta, punto, senza se e senza ma, chi subisce, soprattutto se è piccolo, non ha colpe, ma neanche mezza, perchè la responsabilità della relazione è dell'adulto.
Per quanto un bimbo possa tirarti fuori di tutto, sei sempre tu l'adulto che può avere più esperienza e capacità di conoscere le emozioni,o che dovrebbe conoscere con la lungimiranza gli strumenti adatti a non arrivare a certe situazioni o almeno a poterle fermare.
La cosa importante è che non si formi in noi in qualche modo l’opinione di essere sbagliati, o che ci meritavamo un trattamento simile. Dire a noi stessi riscoprendo le antiche rabbie:” NON è GIUSTO! dovevano proteggermi!, NON è così che meritavo di essere trattato!”, è già mettere dentro di noi a posto quel comportamento subito.
E’ come se avessimo comunque un senso di giustizia interno che non perdona affatto tutto ciò che incide e si discosta dal giusto trattamento dell’essere umano. I bambini sono molto vicini a questo senso di giustizia, e se rispettati, sanno essere meravigliosamente giusti, e in questo una vera e propria guida al senso di giustizia perduto.
Forse per quello Gesù diceva:” Se non ritornerete come bambini….” ossia se non ritornerete a rispettare il vostro senso di giustizia che vi permette poi di rispettare gli altri…non riuscirete mai ad essere veramente felici…ossia in paradiso .
Nel momeno in cui riesci a mettere tutte le cose sbagliate a posto, riesci anche a riappropiarti dei sentimenti spezzati, e riesci finalmente a vedere gli altri nella loro vera essenza, la stessa che senti tu. Li vedi come a loro volta bambini feriti che non riescono a trovare la strada per i loro sentimenti perduti, li capisci meglio e nello stesso tempo riesci a staccarti dal giogo emotivo che ti teneva legato, non è pietà, o compatimento, non è "essere buoni" .
Immagino di avere un corridoio ai cui lati si ergono pareti di cassettini, ogni volta che una relazione va a buon fine secondo il nostro profondo essere, il cassettino ospita la sensazione, si chiude lì e la vita prosegue, ma se la relazione non ha corrispondenza nei cassettini, non si riesce a capire dove metterla, e rimane lì in mezzo al corridoio, una o due non fanno nulla, ma se si accumulano le sensazioni sbagliate, rischiano di intasare il corso dei pensieri che passano da quel corridoio, e quindi rallentarci, o far appesantire quel tratto di strada.
Appesantiscono la vita e poi non ci permettono di apprezzare le cose che ci accadono.
Questa è la sensazione che ho...ma come è difficile rimettere a posto le cose nei cassettini, sono tantissimi.
Beh intanto vado a pulire l'armadio reale...(non nel senso del re)
Se comunque nessuno ha interesse a ristabilire la connessione allora è meglio tagliare del tutto il ponte.
Una persona che sbaglia ha sbagliato e basta, punto, senza se e senza ma, chi subisce, soprattutto se è piccolo, non ha colpe, ma neanche mezza, perchè la responsabilità della relazione è dell'adulto.
Per quanto un bimbo possa tirarti fuori di tutto, sei sempre tu l'adulto che può avere più esperienza e capacità di conoscere le emozioni,o che dovrebbe conoscere con la lungimiranza gli strumenti adatti a non arrivare a certe situazioni o almeno a poterle fermare.
La cosa importante è che non si formi in noi in qualche modo l’opinione di essere sbagliati, o che ci meritavamo un trattamento simile. Dire a noi stessi riscoprendo le antiche rabbie:” NON è GIUSTO! dovevano proteggermi!, NON è così che meritavo di essere trattato!”, è già mettere dentro di noi a posto quel comportamento subito.
E’ come se avessimo comunque un senso di giustizia interno che non perdona affatto tutto ciò che incide e si discosta dal giusto trattamento dell’essere umano. I bambini sono molto vicini a questo senso di giustizia, e se rispettati, sanno essere meravigliosamente giusti, e in questo una vera e propria guida al senso di giustizia perduto.
Forse per quello Gesù diceva:” Se non ritornerete come bambini….” ossia se non ritornerete a rispettare il vostro senso di giustizia che vi permette poi di rispettare gli altri…non riuscirete mai ad essere veramente felici…ossia in paradiso .
Nel momeno in cui riesci a mettere tutte le cose sbagliate a posto, riesci anche a riappropiarti dei sentimenti spezzati, e riesci finalmente a vedere gli altri nella loro vera essenza, la stessa che senti tu. Li vedi come a loro volta bambini feriti che non riescono a trovare la strada per i loro sentimenti perduti, li capisci meglio e nello stesso tempo riesci a staccarti dal giogo emotivo che ti teneva legato, non è pietà, o compatimento, non è "essere buoni" .
Immagino di avere un corridoio ai cui lati si ergono pareti di cassettini, ogni volta che una relazione va a buon fine secondo il nostro profondo essere, il cassettino ospita la sensazione, si chiude lì e la vita prosegue, ma se la relazione non ha corrispondenza nei cassettini, non si riesce a capire dove metterla, e rimane lì in mezzo al corridoio, una o due non fanno nulla, ma se si accumulano le sensazioni sbagliate, rischiano di intasare il corso dei pensieri che passano da quel corridoio, e quindi rallentarci, o far appesantire quel tratto di strada.
Appesantiscono la vita e poi non ci permettono di apprezzare le cose che ci accadono.
Questa è la sensazione che ho...ma come è difficile rimettere a posto le cose nei cassettini, sono tantissimi.
Beh intanto vado a pulire l'armadio reale...(non nel senso del re)
mercoledì 7 aprile 2010
Cestino
Ho fatto un cestino,
E' un cestino che non è inamidato :-) ma sta su comunque....sono proprio contenta.
Doveva essere un cappello ma mi sembrava troppo tetro
E' un cestino che non è inamidato :-) ma sta su comunque....sono proprio contenta.
Doveva essere un cappello ma mi sembrava troppo tetro
martedì 6 aprile 2010
Orto
Fantastico!, nonostante l'idisposizione, febbbre catarro e varie, siamo riusciti almeno a piantare qualcosa nell'orto...ma il terreno era pesante e difficile da lavorare, perciò dovremo ritornare tra qualche settimana (l'orto non è esattamente "sottocasa")
Però che tenerezza che fanno i germogli , ogni volta che li guardo mi sembrano un miracolo, da una poltiglia terrosa, possono crescere piante rigogliose che si trasformano in frutti succosi....beh se c'è qualcuno che veramente l'ha pensata questa cosa....è un genio :-).
Abbiamo piantato anche 3 alberi, da tempo dovevamo farlo , un melograno, un albicocco e un susino, in teoria sono di poche pretese, anche perchè tempo per curarli non ne abbiamo molto.
Prima zecca della stagione per la mia bimba....accidenti! che rabbia, non pensavo avessero già aperto le danze, pensavo fosse ancora freddo e invece...! ora non resta che tenere sotto controllo il punto dove c'è stato il morso.
Un tempo queste cose mi angosciavano....forse perchè sentivo un sottile senso di colpa (ma non ho idea da dove venisse)...ora aspetto e spero, e quel che sarà cercherò di viverlo al momento.
Però che tenerezza che fanno i germogli , ogni volta che li guardo mi sembrano un miracolo, da una poltiglia terrosa, possono crescere piante rigogliose che si trasformano in frutti succosi....beh se c'è qualcuno che veramente l'ha pensata questa cosa....è un genio :-).
Abbiamo piantato anche 3 alberi, da tempo dovevamo farlo , un melograno, un albicocco e un susino, in teoria sono di poche pretese, anche perchè tempo per curarli non ne abbiamo molto.
Prima zecca della stagione per la mia bimba....accidenti! che rabbia, non pensavo avessero già aperto le danze, pensavo fosse ancora freddo e invece...! ora non resta che tenere sotto controllo il punto dove c'è stato il morso.
Un tempo queste cose mi angosciavano....forse perchè sentivo un sottile senso di colpa (ma non ho idea da dove venisse)...ora aspetto e spero, e quel che sarà cercherò di viverlo al momento.
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