Calzini.....erano troppo belli sullo scaffale dell'ipermercato
venerdì 26 febbraio 2010
lunedì 15 febbraio 2010
Rotoli di carta igienica
Perdonate, in rete ci sono molti spunti per usare il rotolo della carta igienica, non so se questa cosa è già stata usata, ma per me sono delle bellissime scatoline perfette per le piccole cose.
A me piacciono anche così ..."natur"
A me piacciono anche così ..."natur"
mercoledì 10 febbraio 2010
Isoletta
La passione per i Gormiti a tratti ritorna, perciò sulla scia del suo tappetino che lui, il terzo ha sapientemente costruito, attaccando pezzi di scatole di cartone tra loro con lo scotch "bestemmiando" in bambinese (perchè lo scotch si arrotolava tutto), ho deciso di convogliare la sua vena artistica in qualcosa da fare assieme.
Ecco qui quindi un'altra isola dei gormiti, dove si possonon vedere chiaramente i vari mondi dove possono trovare casa i poveri gormiti del popolo della foresta, della luce, della sabbia, del mare, dei metalli, dell'oscurità o della notte non ho capito, poi c'è posto anche per il popolo del vulcano, (quella specie di polpo sulla sinistra) poi il popolo della terra e il popolo del fuoco. Il popolo dell'aria sta su un cartoncino a parte dipinto d'azzurro, che ovviamente deve potersi sollevare.
Ecco qui quindi un'altra isola dei gormiti, dove si possonon vedere chiaramente i vari mondi dove possono trovare casa i poveri gormiti del popolo della foresta, della luce, della sabbia, del mare, dei metalli, dell'oscurità o della notte non ho capito, poi c'è posto anche per il popolo del vulcano, (quella specie di polpo sulla sinistra) poi il popolo della terra e il popolo del fuoco. Il popolo dell'aria sta su un cartoncino a parte dipinto d'azzurro, che ovviamente deve potersi sollevare.
lunedì 8 febbraio 2010
Ecco una borsetta che avevo fatto parecchio tempo fa per mia figlia, anche se l'ho fatta troppo morbida perciò cede un po', il filato era troppo sottile.

sabato 6 febbraio 2010
Oggi acquisto scarpe
Come si fa ad andare a comprare scarpe senza i bambini?... o si sanno i numeri, ma ogni marca di scarpe ha la sua vestibilità o si portano via i piedini....ma non quelli veri :-))
Da notare la pianta del piede del piccolo, modello HULK!
venerdì 5 febbraio 2010
Chiwawa
Ecco qui una piccola testina da chiwawa
hum...forse assomiglia troppo ad un cerbiatto
vabbè i chiwawa assomigliano ai cerbiatti :-))
martedì 2 febbraio 2010
Il concetto del Continuum
Il concetto del Continuum | 27-Sep-2008 |
TITOLO:Il concetto del Continuum AUTORE:Jean Liedoff CASA EDITRICE:La Meridiana L'autrice nel libro racconta ciò che è stata la sua esperienza e le sue osservazioni durante i viaggi in Venezuela, nella foresta Amazzonica, in particolare dopo l'incontro con una tribù Indios: gli Yequana. Osservando i comportamenti sociali, e le abitudini, ha intuito che nei milioni di anni di evoluzione, Nell'uomo si sono create determinate aspettative biologiche, che però con la civilizzazione rischiano di non venire ascoltate, creando all'uomo stesso insoddisfazione e inadeguatezza. In particolare il concetto del "lavoro", per loro non esiste nemmeno nel lessico, non è plausibile la parola lavoro in senso astratto, il lavoro è sempre associato all'azione. Perciò non è un "dovere", ma un piacere o una necessità. E' innaturale che un uomo si senta schiavo del suo stesso lavoro ed è conseguenza logica che ne esca insoddisfatto. Se ci sono dei lavori necessari, lunghi e noiosi, gli uomini della tribù, cercano di renderli interessanti, di farli insieme, in modo che siano maggiormente sostenibili. Nella vita famigliare un ruolo fondamentale nell'educazione, lo riveste il "portare addosso" i piccoli. Tenendoli nella fascia, essi possono sentirsi al sicuro, protetti e in più "vivi" poichè partecipano alla vita della famiglia attraverso i movimenti della madre, che grazie alle braccia libere può continuare ad eseguire tutti i lavori che servono. IL portare ha quindi la fuzione di rendere il bimbo parte della famiglia, anche se soggetto passivo, e renderlo mano a mano autonomo, dandogli il tempo di osservare , dalle spalle della madre (o di altri bimbi più grandi di lui), la vita che lo aspetta. Nei momenti in cui si trova a terra, il bimbo può sperimentare, nel rispetto del suo stesso sentire. Essendo soggetto "passivo" non è vittima di quello che l'autrice chiama il "bambinocentrismo" che pone nelle nostre società il bimbo al "centro" dell'interesse della famiglia, in una posizione del tutto innaturale e per lui, che gli provoca grande irritazione e responsabilità insostenibili, rendendolo frustrato e insoddisfatto. Nelle relazioni tra le persone, "l'altro" non viene mai prevalicato, o costretto a fare cose che non si sente di fare, perciò non viene mai violata l'integrità di ognuno, cosa che invece accade nella nostra società, senza che nemmeno riusciamo più ad accorgerci, soprattutto nella nostra relazione coi bambini. |
lunedì 1 febbraio 2010
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